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«Monitor Svizzera»: congiuntura svizzera incerta Dienstag, 09. Juni 2015 - 09:01

Zurigo,  2015-06-09Gli economisti di Credit Suisse hanno pubblicato oggi l'edizione estiva 2015 di «Monitor Svizzera». Nella pubblicazione, prodotta trimestralmente, analizzano gli sviluppi economici più significativi in Svizzera, esaminando altresì il contesto globale. Gli esperti di Credit Suisse lasciano invariate le previsioni di crescita in Svizzera allo 0,8% e all'1,2% rispettivamente per il 2015 e il 2016, ma resta il fatto che le divergenze all'interno dell'economia sono chiaramente aumentate: mentre l'economia interna esprime una crescita esuberante, il settore delle esportazioni lamenta una contrazione a seguito dello shock del franco. Nell'attuale edizione di «Monitor Svizzera» gli economisti di Credit Suisse analizzano come tema di approfondimento la Riforma III dell'imposizione delle imprese e focalizzano l'attenzione sulla necessità d'intervento dei singoli cantoni. Con l'abolizione dei privilegi fiscali per le società a statuto speciale (ad esempio società holding) incombe per i cantoni il rischio di minori gettiti fiscali e di emigrazione di imprese, uno scenario che colpirebbe soprattutto i due semicantoni di Basilea e il cantone di Ginevra. 

Guardando all'evoluzione economica in Svizzera, a giudizio degli economisti di Credit Suisse quest'anno sono senz'altro ipotizzabili ulteriori trimestri con una produzione economica in flessione, almeno finché una vigorosa svalutazione del franco non darà ossigeno all'economia delle esportazioni. Gli esperti considerano tuttavia improbabile una recessione più ampia, poiché la congiuntura interna rimane robusta: i prezzi in calo, i tassi ai minimi e il costante flusso immigratorio alimentano i consumi e l’edilizia. Ciò malgrado, un'accelerazione della congiuntura appare altrettanto poco realistica, poiché la ripresa nell'eurozona non è riuscita a compensare lo shock da rivalutazione subito in gennaio dall'economia d'esportazione e le imprese rimangono caute nelle loro spese d'investimento in Svizzera. Per il 2016 gli economisti di Credit Suisse non prevedono pertanto impulsi di crescita significativi e pronosticano una progressione economica inferiore alla media pari all'1,2%.

I cantoni risentiranno molto differenziata della Riforma III dell'imposizione delle imprese
Con la Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) prende forma la più importante ristrutturazione della tassazione degli utili. L'elemento cardine della riforma è l'eliminazione della tassazione privilegiata a favore delle società con statuto speciale. Tuttavia, per tutelare l'attrattiva per le imprese, numerosi cantoni prevedono di abbassare le loro aliquote ordinarie dell’imposta sugli utili societari. Accanto alla politica in materia di localizzazione, la RI imprese III interesserà anche altri ambiti politici, ad esempio la perequazione finanziaria tra i cantoni e la ripartizione dell'imposta federale. In virtù della struttura del substrato fiscale e della politica tributaria, i singoli cantoni risentono della riforma in modo assai disomogeneo. La principale necessità d'intervento per l'imposta ordinaria sugli utili emerge per i cantoni con aliquote fiscali elevate e un significativo gettito ascrivibile alle società privilegiate, senza trascurare che anche la quota di valore aggiunto derivante da proprietà intellettuale è tutt'altro che trascurabile: in futuro i rispettivi utili potrebbero trarre vantaggio dalla «licence box», che dovrebbe essere introdotta nel quadro della RI imprese III. Un altro parametro per la necessità d'intervento dei cantoni nell'ambito della RI imprese III è dato dalla rispettiva valenza dell'attrattiva fiscale. Se le aliquote fiscali sono la carta vincente in materia di localizzazione per alcuni cantoni, questi dovrebbero rivolgere un occhio attento alla RI imprese III. Viceversa, i cantoni con vantaggi di localizzazione specifici, ad esempio un'elevata disponibilità di forza lavoro qualificata o centralità, possono compensare meglio le implicazioni della riforma facendo leva su questi vantaggi. Per i due semicantoni di Basilea e per il cantone di Ginevra la situazione si presenta complicata: secondo stime degli economisti di Credit Suisse, per salvaguardare l'attrattiva della loro piazza per le aziende è imperativo che abbassino le aliquote ordinarie dell’imposta sugli utili societari, il che avrebbe però consistenti effetti di trascinamento sul fronte delle entrate, visto che anche gli utili non privilegiati verrebbero tassati di meno. 

«Monitor Svizzera»: le varie sfumature dell'economia in una sola pubblicazione

Dibattito sul risparmio: zero per cento per i risparmi
A dispetto dei tassi negativi, non si prevede alcuna flessione della quota di risparmio. Da un lato, con l'1% circa il tasso d'interesse reale in Svizzera non è molto al di sotto della media storica. Dall'altro, oltre al rendimento reale positivo, che compensa il differimento del consumo, esistono altre motivazioni per risparmiare. In questa griglia rientrano il risparmio precauzionale per fronteggiare eventi inattesi o gli obiettivi di risparmio specifici, ad esempio per l'acquisto di una casa. Le prospettive incerte della previdenza per la vecchiaia potrebbero accrescere ulteriormente il risparmio precauzionale, poiché il contesto di tassi ai minimi ha anche ricadute sul risparmio forzoso nell'ambito della previdenza professionale. Da un lato, sarà più difficile assicurare il tasso minimo d'interesse previsto dalla legge e pari attualmente all'1,75% p.a. senza accettare maggiori rischi d'investimento. Dall'altro, il tasso d'interesse tecnico, con cui le casse pensioni valutano le loro promesse di rendita in bilancio, potrebbe rivelarsi troppo elevato, per cui anche gli impegni sarebbero superiori a quanto finora ipotizzato.

Contatto Credit Suisse Research: Sara Carnazzi Weber, Senior Economist Fundamental Research, tel. +41 44 333 58 82


Dibattito sulla qualità previsionale: i pronosticatori difettano di coraggio
Gli economisti di Credit Suisse hanno analizzato l'esattezza delle previsioni di crescita formulate da cinque banche svizzere e da tre istituti di previsione svizzeri dall'avvento del nuovo millennio. I risultati dell'inchiesta sono, da un lato, deludenti: in linea generale, i pronosticatori riconoscono i punti di svolta troppo tardi e tendono ad essere eccessivamente prudenti. Stando all'indagine, le singole previsioni delle banche e degli istituti di previsione non si differenziano particolarmente tra loro. Contrariamente alle previsioni di crescita per gli Stati Uniti, le stesse previsioni per la Svizzera erano troppo contenute in due terzi dei casi: ne consegue che negli scorsi anni questi specialisti hanno palesemente sottostimato la forza del «superciclo» svizzero – formato da immigrazione, tassi bassi e boom immobiliare. Dall'altro, l'analisi delle previsioni di crescita degli economisti di Credit Suisse evidenzia anche che le anticipazioni delle banche e degli istituti di previsione sono superiori ai semplici procedimenti statistici, in particolare nella capacità di riconoscere i punti di svolta.

Contatto Credit Suisse Research: Lukas Gehrig, Economist Swiss Macro Research, tel. +41 44 333 52 07


Settori: piccole, ma di livello mondiale
Una PMI industriale su dieci e una PMI su venti nel settore dei servizi dichiara di essere leader di mercato a livello globale – una «hidden champion» quindi. Le buone condizioni generali, un valido sistema formativo e la vocazione internazionale sono evidentemente basi importanti che consentono a un numero così nutrito di PMI svizzere di essere leader mondiali sui rispettivi mercati. Da un recente sondaggio condotto dagli economisti di Credit Suisse presso più di 2000 PMI svizzere non emerge solo qual è il numero di «hidden champion» presenti in Svizzera, bensì anche in quali settori operano. La percentuale più consistente di «hidden champion» è rinvenibile nell'industria degli strumenti di precisione, mentre tra le PMI del terziario spiccano soprattutto il commercio e l'IT.

Contatto Credit Suisse Research: Patricia Feubli, Senior Economist Industry Research, tel. +41 44 333 68 71


L'attuale «Monitor Svizzera» si sofferma su altri temi ancora. Illustra tra l'altro perché cinque stelle non bastano a un hotel per proteggersi dal franco forte, perché in un anno elettorale vengono lanciate così tante iniziative popolari e perché, a dispetto della politica dei tassi negativi perseguita dalla Banca nazionale, i tassi ipotecari stanno salendo.


«Monitor Svizzera» viene pubblicato con cadenza trimestrale. Il prossimo numero uscirà il 15 settembre 2015.

Media Relations Credit Suisse AG, telefono +41 844 33 88 44, media.relations@credit-suisse.com

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